Ciao Romolo

30 dicembre 2025
Ci ha improvvisamente lasciati qualche giorno fa il nostro caro socio Romolo di Genova.
Era tra i 33 fondatori che dodici anni fa costituirono il nostro Club Taurino Italiano e non ha mai fatto venire meno il suo sostegno a questa iniziativa dando esempio di eleganza, educazione, rispetto, ma soprattutto passione ed amicizia.
L'aficiòn di Romolo per i tori veniva da lontano ed era incrollabile, fondata in radici profonde che raggiungevano quell'essenza del mistero del toreo che pochi riescono a cogliere, ma che con il tempo, la pazienza, lo studio, la sensibilità innata Romolo è arrivato a scoprie.
Il suo rirdordo in chi lo ha conosciuto è indelebile, perchè è stato un esempio di aficiòn, discreto e quasi silenzioso, ma presente quanto basta per farlo sentire amato in questa piccola famiglia che è il Club Taurino Italiano.
Lo vogliamo ricordare riproponendo questo pezzo tra i tanti che scrisse per questo blog ed in in cui ormai già ottantenne, non perdeva quella capacità di sognare ed entusiasmarsi con il magico mondo del corrida che sa di eternità.
Grazie Romolo!
Lettera aperta ad un aspirante socio del Club Taurino Italiano
Caro giovane o maturo aspirante socio,
permettimi di inviarti qualche semplice e diretta considerazione circa la tua decisione di entrare a far parte del nostro Club Taurino Italiano, o meglio, del gruppo di amici che lo costituiscono.
Parlo anzitutto ad un giovane o maturo aspirante, perché tale è la tipologia dei nostri soci, che si caratterizza in uomini e donne, giovani e meno giovani, grandi esperti o semplici simpatizzanti, tutti uniti dalla stessa grande passione che gli spagnoli chiamano “aficiòn”.
Non ti so francamente dire quale è stata la molla che ha fatto scattare l’interesse per la tauromachia al nostro giovane Presidente torinese, piuttosto che all’assicuratore milanese, al viticultore piemontese, all’imprenditore genovese, allo scultore fiorentino oppure ancora agli avvocati di Trieste, Parma e Roma.
Io ti posso raccontare la mia.
Tutto nasce dalla lettura dei libri di Hemingway, in particolare “Morte nel pomeriggio”, ”Fiesta” ed i “49 Racconti”. Forse è stato un racconto di quest’ultimo libro quello che più mi colpì. Era la storia di un torero, umile, povero e sfortunato, mi pare si chiamasse Finito (non posso verificare perché non ho più il libro), ma dotato di un coraggio e un pundhonor eccezionale. Finito era mediocre, sia con la cappa che con la muleta, né era aiutato da un fisico prestante e appariscente, però uccideva bene, secondo le regole e rispettando le distanze.
Questo gli procurava frequenti incornate, perché uccidere secondo le regole, sia con la suerte del volapiè oppure con la più rischiosa suerte recibiendo, immergendo la spada nel punto giusto, significava farsi passare il corno del toro, al momento dell’incrocio, così vicino da portar via gli alamari del vestito. Ogni incornata gli procurava lunghe degenze in ospedale, cancellando alcuni dei pochi contratti che aveva sottoscritto, però per nulla al mondo avrebbe cambiato il suo modo di interpretare la su erte suprema, senza venir meno al suo senso dell’onore. Hemingway tratteggia da par suo, la storia di questo torero, disposto a rinunciare a tutto, per ultimo alla vita, pur di non accettare trucchi o compromessi, così frequenti nella tauromachia di allora e, naturalmente, anche in quella di oggi.
“Fiesta” è una elegia della Spagna, descritta nella sua vera essenza, come nessun altro ha saputo fare prima o dopo Hemingway. Parla anche naturalmente delle corride e precisamente della feria di San Fermin a Pamplona e dei toreri, con particolare predilezione per Cayetano Ordonez “El nino de la Palma”, padre di uno dei più grandi artisti che abbiano calcato l’arena, Antonio Ordonez e bisnonno dell’attuale Cayetano Rivera, che oltre a sfilare per Armani, sta ripercorrendo, come torero, la tradizione di famiglia.
“Morte nel pomeriggio” è un vero trattato di tauromachia, oltre ad essere grande letteratura. I dialoghi con “la vecchia Signora”, metafora della morte, sono pezzi da antologia. Dopo averlo letto due o tre volte, sapevo abbastanza sulle corride, sui rituali, sulle regole e sulle principali suertes, tanto che me li ero mentalmente prefigurate così come poi le vidi in realtà.
Intanto non ti dimenticare mai che la corrida in Spagna non è uno spettacolo per i turisti;la corrida è nata e si continua a celebrare. da secoli per gli spagnoli, così come il Palio di Siena è rigorosamente per i senesi, nel rispetto delle più antiche e nobili tradizioni.
Tutto questo per dirti, caro aspirante socio, che la corrida non è una cosa semplice e l’approccio con essa non è proprio quello che si ha, per esempio, verso una partita di calcio. La corrida è uno spettacolo complesso, un mix di folklore, tragedia e arte. Infatti solo l’arte, estrinsecata in plastiche ed eleganti composizioni fra uomo e animale, distingue la “bellezza” dalla bassa macelleria. Si perché, caro aspirante socio e scusandomi per l’enfasi, nella corrida tutto è bello e spettacolare, per gli occhi di un aficionado : i colori, la musica, i costumi, gli immutati rituali, il paseo, le movenze dei toreri e naturalmente il toro, animale splendido e nobile. E tutto procura emozione, più o meno intensa, a seconda della bravura dei tre protagonisti : ambiente, toro e torero.
Il nostro Club assegna annualmente, tramite un referendum tra i soci, un premio intitolato “Opera Taurina”. Trattasi di un riconoscimento verso chi, torero, ganadero, scrittore, ecc. ha meglio rappresentato, nell’anno, la cultura della Fiesta. Il prescelto viene invitato in Italia e, nell’ambito di una gradevole cerimonia, gli viene consegnata un’opera, scultura o bassorilievo, del nostro socio-artista fiorentino Silvano Porcinai.
Negli ultimi anni, il premio è stato assegnato ad un grandissimo torero degli anni 50/70 Santiago Martin El Viti e nel 2016 alla dinastia di Victorino Martin, ovvero al più geniale e innovativo ganadero spagnolo del dopoguerra, recentemente scomparso. I premiati sono sempre stati molto felici e sorpresi nel ricevere questo bel riconoscimento e tanta attenzione in un Paese poco incline alla cultura taurina.
Il Club organizza anche viaggi in Francia o Spagna per assistere a Ferias prestigiose oppure a visite in ganaderias di tori da combattimento.
Credimi, una ganaderia di tori bravi è una cosa unica, di un fascino sorprendente. Nulla da vedere con la sonnacchiosa fattoria agricola italiana o francese. Lì, ogni attenzione e ogni cura è rivolta ad una cosa sola, il toro, affinché diventi un perfetto animale da combattimento. Nella piccola arena, presente in ogni ganaderia, a febbraio/marzo si effettuano le tientas, ovvero la prova del coraggio delle vacche, secondo l’assioma che i nascituri erediteranno l’aspetto fisico dal padre mentre il carattere lo riceveranno dalla madre. Quindi le vacche brave e con valor, verranno destinate alla riproduzione, mentre le altre verranno macellate.
I tori, le vacche e i torelli pascolano liberi in queste sconfinate distese verdi, controllati a distanza e con discrezione, da guardiani rigorosamente a cavallo e il quadro, inserito nella dolce e ondulata campagna Andalusa o extremaduregna, è assolutamente fuori dal comune. Tutto avviene, anche qui, secondo rituali consolidati e, ti posso assicurare, che questi allevamenti sono stati molto apprezzati anche da persona per nulla amanti della corrida.
Quindi ti aspettiamo. Penso che noi troveremo un nuovo amico, cui far partecipare la nostra autentica passione per il mondo della tauromachia, unico, emozionante e meraviglioso. Tu troverai l’ambiente adatto per sviluppare e incrementare la tua latente aficion e potrai partecipare, se lo vuoi, ad eventi fuori dal comune e indimenticabili.
Romolo
